Descrizione
Una donna sdraiata su un letto da banchetto, un nome scolpito nella pietra, un fuso deposto vicino ai resti: tre tracce diverse del modo in cui le etrusche sono entrate nella memoria. Per capire il loro posto non basta scegliere l’immagine più seducente. Occorre chiedersi chi poteva essere vista, chi veniva nominata e quale intreccio di parentele, mestieri e patrimoni consentiva quella presenza.
Il saggio mette insieme archeologia funeraria, iscrizioni, immagini, resti umani e fonti greche e latine. Un corredo ricco indica rango familiare ma non dimostra libertà giuridica; un nome derivato dalla madre conserva la linea materna senza provare un matriarcato. Si passa dalla Tomba Regolini-Galassi ai nomi come Larthia e Tanaquilla, poi alle case e alla produzione tessile di Poggio Civitate, fino alle necropoli di Cerveteri, Tarquinia e Chiusi.
Il prestigio delle donne etrusche affronta anche lo scandalo creato dagli autori antichi e l’immagine moderna dell’etrusca emancipata. Si rivolge a chi studia l’antichità o ama la civiltà etrusca, in 264 pagine ben documentate.
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