Descrizione
Dalla doppia ignoranza di Socrate all’effetto Dunning-Kruger, il libro segue le tracce di un sistema mentale in cui l’errore sembra ragionevole. Chi sa meno spesso si sente più sicuro e la ragione può finire per lavorare al servizio della causa sbagliata.
Psicologia cognitiva, algoritmi dei social network, marketing e pagine di Orwell e Arendt compongono un quadro chiaro e piuttosto agile. L’infinita ragione dell’ignoranza evita il tono accademico e preferisce esempi concreti, indicando una via d’uscita fatta di senso critico e di un po’ di coraggio.
Ideale per chi si interroga sulla disinformazione e vuole un testo breve, da leggere in una sola sera: sono appena 38 pagine, ma lasciano parecchio su cui riflettere.
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