Descrizione
Il protagonista non ha nome e vive chiuso in una stanza della capitale zarista. Da lì processa tutto: l’intelligenza, la civiltà che avanza, i propri desideri, perfino il piacere di dire il contrario di ciò che pensa. Dostojevskij lo scrisse nel 1864 e ne trasse uno dei testi da cui discende il romanzo moderno, un lungo sfogo nervoso, lucido, a tratti comico e a tratti crudele.
L’edizione di Ad Veritatem propone la versione completa con l’originale russo sulla pagina di fronte. Fa parte della collana Le traduzioni impossibili: il traduttore immagina cioè la voce di Carlo Bini, scrittore ottocentesco morto prima della nascita del romanzo, come tramite per rendere il ritmo scattante, le ripetizioni e gli improvvisi cambi di registro. Un gioco colto, ma con un obiettivo preciso: restare fedeli all’instabilità dell’originale.
In 364 pagine si leggono i due testi in parallelo, utili a studenti di slavistica, a lettori forti e a chiunque voglia riaffrontare un classico con un orecchio diverso.
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